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Drywell – Il Prefiltro a Secco

Geonord wellpoint® nel corso degli anni ha maturato una grande esperienza nell’installazione di cantieri per l’esecuzione di impianti wellpoint, più in generale cantieri di Dewatering, in ambito Nazionale ed Internazionale, questa esperienza ci ha permesso di ideare e brevettare una nuova tecnologia basata sulla automazione e standardizzazione del montaggio di sistemi wellpoint realizzati con la tecnica del “Prefiltro.

Il Prefiltro è una particolare tecnica esecutiva di un wellpoint, cioè di un pozzo di piccolo diametro, che si rende necessaria laddove la natura litologica dei terreni sia a matrice limosa, argillosa o stratificata, in questo caso il prefiltro consente di realizzare una camicia drenante lungo la verticale del pozzo.

Con la tecnologia del Drywell, Geonord wellpoint® riesce ad eseguire un wellpoint a prefiltro senza l’uso dell’acqua nella fase di perforazione e spurgo, infatti il materiale drenante, tipo sabbia o ghiaeitto, viene inserito all’nterno di una camicia di rivestimento, messa a protezione del foro, in un’unica soluzione di continuiità con la fase di perforazione, quella di svuotamento e quella dell’allestimento del wellpoint nella sua sede/posizione definitiva, con il vantaggio di non dover allontanare il materilale di risulta della perforazione.

Per l’esecuzione di un wellpoint a prefiltro con questa tecnica realizzativa Geonord wellpoint® ha studiato e realizzato un’apposita macchina perforatrice denominata Drywell750

 

Come si realizza il “Prefiltro” senza la tecnologia DRYWELL.

La tecnica del Prefiltro eseguita senza l’uso del DRYWELL implica laboriose operazioni per la realizzazione del foro al fine di ottenere un’idonea sede di alloggiamento del wellpont.

Le operazioni di pulizia ed di allontanamento dei materiali di risulta della trivellazione sono lunghe e costose, infatti per un lavaggio ed uno spurgo che rendano efficienti i wellpoint si deve impiegare una grande quantità di acqua pulita, cioè priva di fanghi perchè il wellpoint viene eseguito solitamente con una sabbia di fiume a piccola granulometri per la quale i fanghi sono controindicati.

Le operazioni di riempimento del foro con il dreno sono altamente dispendiose sia in termini di acqua corrente, che deve essere mantenuta in ricircolo per garntire l’asportazione continua dei solidi di risulta per tutta la durata del riempimento, sia nell’utilizzo di grandi quantità di dreno , che per garantire l’omogeneità lungo la verticale deve essere inserito lentamente con una conseguente dispersione nel terreno di un’alta percentuale di materiale. 

Queste attività sono di fondamentale importanza per la creazione di una camicia drenante che salvaguardi dall’intasamento ogni singolo wellpoint tale da garantirne il funzionamento nel tempo.

Tali attività sono eseguite ancora “a mano” da molti installatori e hanno bisogno di parecchio tempo per essere eseguite a regola d’arte, l’alternativa è quella di eseguire prefiltri che non siano efficienti con uno scarso risultato in termini di dewatering.

Si comprende con facilità che le operazioni di perforazione ad elica nuda, spurgo e lavaggio con acqua pulita e riempimento a mano del foro della camicia drenante hanno tempi e costi molto maggiori e soprattutto un rendimento dei wellpoint molto infieriore rispetto all’uso della tecnologia DRYWELL.

Geonord wellpoint® con questa soluzione innovativa è in grado di alloggiare il wellpoint all’interno della camicia di rivestimento con una sola operazione, realizzando il “prefiltro a secco” da cui la denominazione “Drywell”

L’idea nasce dalla necessità di realizzare lunghe tratte di impianti wellpoint in terreni limosi, o comunque stratificati, in modo veloce ed ottenendo wellpoint che fossero omogenei tra loro, lungo la verticale.

Di norma “velocità esecutiva” è sinonimo di scarsa qualità mentre la prerogativa del sistema wellpoint a prefiltro è l’omogeneità del prefiltro lungo la verticale, quindi, per arrivare ad un risultato qualitativamente soddisfacente ma eseguito con velocità, si è pensato alla meccanizzazione delle lavorazioni del “wellpoint a prefiltro“.

Con nostra grande sorpresa, quando siamo andati sul mercato per cercare un macchinario che ci permettesse di eseguire tale attività come l’avevamo pensata, ci siamo trovati davanti una dura realtà, ossia sul mercato non esisteva una macchina perforatrice che eseguisse contemporaneamente la posa della camicia di rivestimento ed il suo contestuale svuotamento.

A quel punto siamo stati costretti ad ingegnerizzare l’idea per realizzare il prefiltro a secco, è nato così il progetto “Drywell“, che ha visto la luce dopo lunghi e affannosi tentativi e solo dopo aver trovato una dinamica società marchigiana che è riuscita a mettere in pratica la nostra idea.

Il primo prototipo è stato esposto al Bauma, la Fiera Internazionale dell’edilizia di Monaco di Baviera, in quanto rappresenta un’innovazione nel campo della trivellazione e nella specifica applicazione per gli impianti wellpoint.

La macchina perforatrice, denominata Drywell750, è in grado di eseguire la lavorazione del prefiltro senza soluzione di continuità, quindi il risultato tecnico della nostra visionaria idea è stato ampiamente raggiunto ed oggi possiamo affermare che gli obiettivi prefissati, cioè di velocizzare ed uniformare il wellpoint a prefiltro, sono stati centrati.

 

Per la nostra azienda hanno una rilevanza molto importante anche gli aspetti ambientali, tra i quali il risparmio di risorse naturali, come l’acqua, e la gestione dei materiali di risulta.

A tal proposito, il Drywell ci permette di ottemperare ad una serie di necessità che ormai sono divenute “imprescindibili nell’esecuzione di un cantiere moderno“, tra le quali l’utilizzo del minor quantitativo possibile di acqua, in questo la tecnica ideata ci viene incontro avendo pressoché annullato il suo impiego nella realizzazione degli impianti a prefiltro.

Con l’utilizzo della tecnologia Drywell sono state semplificate e alleggerite tutte le attività manuali del personale tecnico nonché drasticamente ridotti gli sforzi fisici necessari per la pulizia del foro dal materiale di risulta della perforazione che viene adesso espulso automaticamente.

Non per ultimo in grado d’importana la quantità del materiale di risulta della perforazione che, grazie a questa tecnologia, viene diminuita drasticamente, in quanto l’asportazione di terreno è limitato alla sola carota di terreno che riempe il rivestimento.

 

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